Dario Valli

Dario Valli

Ceramista e restauratore

Nato a Forlì nel 1966, risiede a Portico di Romagna (Forlì) dove ha il suo laboratorio di ceramica.

Dal 2000 è sposato e domiciliato a Rimini.

Dodicenne è allievo della pittrice Irene Ugolini Zoli di Forlì. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica “G.Ballardini” di Faenza, dove consegue inoltre le specializzazioni in Arte della Maiolica e in Arte del Restauro. Successivamente consegue le idoneità all’insegnamento delle materie “Arte del Restauro della Ceramica e del Vetro” e “Arte della Formatura e Foggiatura” negli Istituti d'Arte.

Dal 1985 produce ceramiche artistiche in piccola serie e pezzi unici, prevalentemente per Enti Pubblici e Privati, Architetti, Mostre e Fiere dell’Artigianato.

Dal 1988 collabora con l'Associazione Lirica Prosa Danza "Carlo Alberto Cappelli", realizzando originali decorazioni ceramiche ispirate alle grottesche rinascimentali, personalizzandole per i destinatari dell’omonimo Premio Internazionale “Cappelli”, tra i quali: Domingo, Fracci, Morricone, Bruson, Chailly, Valeri, Falk, Derevianko, Giacomini, Tebaldi, Rostropovich, Proclemer, Kemp, Raimondi, Moriconi, Nucci.

Già “Catalogatore‐Restauratore” presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza dall’ottobre del 1990 (assunto dal Comune di Faenza a seguito di concorso), dal settembre 1997 coordina l'attività del laboratorio didattico "giocare con l'Arte/giocare con la ceramica" fondato nel 1979 dal designer Bruno Munari all'interno del Museo.

Il 7 febbraio 1995 partecipa alla trasmissione in diretta televisiva di RAI1 “Numero 1”, dedicata alla professione del “ceramista”, qualificandosi al 1° posto.

Dal 01/01/1996 al 31/12/2004 è Ispettore Onorario per l’Archeologia competente per il territorio comunale di Faenza, con D.M. del 30/11/1995 e successivi rinnovi.

Dal 1987 ha esperienze di archeologia sperimentale e partecipa a gruppi di lavoro che indagano le antiche tecniche produttive della ceramica tramandatesi sino ai giorni nostri. Tali ricerche sono documentate in video e documentari, quali ad esempio: Archeologia a Faenza 1990; La storia nei muri (I e II); Le teglie di Montetiffi; Le ceramiche di Montefiore Conca; Le ceramiche di Castelli (non pubblicato).

 

Tra gli articoli e le pubblicazioni si segnalano:

- R.Casadio, G.Baldisserri, D.Valli, “Note sulle antiche tecniche di fabbricazione delle maioliche” in: “Le maioliche cinquecentesche di Castelli – Una grande stagione ritrovata”, Carsa Ed. Pescara, 1989.

- “Dall’argilla al mattone, il ciclo produttivo” e “Appendice: l’inchiesta orale”, in: AA.VV,“La società Laterizi e l’arte del cotto a Imola”, Ed. Il Mulino, Bologna, 1993.

- M.G. Gordini, D.Valli, Appendice. Giocare con l’arte al Museo vent’anni dopo: la propedeutica tra tecnica e gioco, pp.73‐109, in: G.C.Bojani, D.Valli (a cura di), Munari arte come didattica, Centro Di Firenze e MIC Faenza, 2000.

- I testi del libro illustrato, “Da grande farò il ceramista”, nella collana “girls & boys”, Allemandi Editore, 2011

 

Realizza i disegni, rilievi grafici dei profili delle forme ceramiche, nei seguenti voll. delle collezioni del MIC:

- C.Fiocco e G.Gherardi, Ceramiche Umbre dal medioevo allo storicismo. Parte seconda, MIC Faenza, 1989;

- C.Ravanelli Guidotti (a cura di), La donazione Angiolo Fanfani, Edit Faenza e MIC Faenza, 1990;

- P.Torre, “Idroceramiche della Collezione Martin” (1990 ‐ non pubblicato)

- S.Nepoti, Ceramiche graffite della donazione Donini Baer, MIC Faenza, 1991.

E’ stato tra i fondatori e presidente dell’A.R.CO.CE.M., Associazione Restauratori Conservatori di Ceramica e Mosaico di Faenza; è stato membro dell’A.C.R., Associazione Conservatori Restauratori di Roma; della Società Ceramica Italiana, sezione di Faenza; dell’AIECM2, Association Internationale pour l’étude des Céramiques Médiévales Méditerranéennes di Aix‐en‐Provence (France).

Dall’estate 2015 collabora con l’Associazione Dimora Energia di Rimini, partecipando alla progettazione delle attività educative e alle iniziative pubbliche.

Nella primavera 2016 realizza per i soci un corso sperimentale sulle tecniche primitive con cottura a legna in buca; e in seguito una serie di incontri informativi sulla didattica.